La costruzione del contrabbasso, il legno

Per i nostri strumenti, usiamo spesso legni che non rientrano nei canoni della liuteria classica e che, nel sentimento comune, possono sembrare poco adatti. Al contrario, è proprio la liuteria classica che ci aiuta a capire che le nostre convinzioni sono giuste.
Infatti, Antonio Stradivari (come è citato nel libro "i segreti di Stradivari" di S. F. Sacconi) costruì un terzo delle viole e quasi la metà dei violoncelli con legno di pioppo o salice; tutto questo ha una sua logica spiegazione.
L'acero, per la sua grande compattezza e peso specifico, è in assoluto il miglior legno per la costruzione di violini poiché si possono dare al fondo spessori molto sottili per avere un eccellente rendimento sonoro.
Per strumenti di registro più grave però, e in particolar modo i contrabbassi, sono più indicati legni di minore compattezza quali il pioppo nero, il noce e anche il cipresso che rispondono meglio alle basse frequenze a cui sono sottoposti.
In secondo luogo, quando noi andiamo ad "accordare" la nota prodotta dal legno durante la lavorazione di scavo della parte interna, ci rendiamo conto che, a parità di nota prodotta, con l'acero ( specialmente se molto marezzato e compatto ) dovremmo adottare spessori sottili che mal sopportano le elevate forze che un contrabbasso deve dissipare.
Con questo non vogliamo assolutamente dire che l'acero non è adatto alla costruzione di violoncelli o contrabbassi, perché l'esperienza ci insegna che anche nel medesimo tronco la resistenza delle fibre è diversa se queste si trovavano esposte a nord o a sud, se erano in una parte del tronco più o meno vicina al terreno e molto altro ancora.
Vogliamo dire che, quando scegliamo un fondo per i nostri strumenti, lo facciamo in modo accurato, valutando tutte le variabili quali: dimensione dello strumento, fondo piatto o bombato, uso per musica classica o jazz.

Manico e tastiera

A differenza di quanto si possa pensare, il manico e la tastiera di uno strumento ad arco sono fondamentali sia per l'agilità di esecuzione, sia per la resa sonora. Nel contrabbasso, dove tutto è ingigantito, questo lo è ancora di più.
Per quanto riguarda l'agilità di esecuzione sono fondamentali tre fattori: dimensione del manico, curvatura della tastiera, durezza delle corde. Per le dimensioni e la curvatura della tastiera si è rivelata molto importante per noi la collaborazione con i maestri Franco Petracchi, Andrea Granai, Walter Garosi e Silvia Bolognesi; insieme ai quali abbiamo acquisito e affinato grande esperienza. La tastiera per contrabbasso, si sa, deve avere lina leggera curvatura in senso longitudinale che impedisce alla corda, quando questa viene sollecitata, di "sverzare" su di essa.
Capita spesso però di vedere strumenti ai quali è stata data troppa curvatura, con la conseguenza che le corde sono spesso più alte a centro tastiera che alla sua fine.
Per il musicista è un grave problema sia per la fatica fisica dovuta alla eccessiva distanza tra corda e tastiera, sia perché lo limita nella esecuzione di passaggi estremamente veloci. La troppa distanza delle corde a centro tastiera per eccessiva curvatura, è inoltre fonte di cattiva intonazione.
Per quanto riguarda la durezza delle corde, invece, spesso è dovuta ad un eccessivo ribaltamento del manico che determina un angolo delle corde sul ponticello troppo elevato, aumentando di molto la pressione del ponticello sulla tavola armonica. Questo difetto, oltre a provocare danni allo strumento per una pressione eccessiva che non può scaricare, determina anche un notevole indurimento elle corde stesse perché tutta la cassa armonica viene in pratica paralizzata nella sua elasticità. Possiamo risolvere questo inconveniente diminuendo l'angolo delle corde sul ponticello alzando la cordiera con uno spessore da mettere sotto al filo che la tiene in tensione. Sono inoltre spesso risolutive regolazioni dell'anima che possono liberare e far scaricare meglio la troppa pressione del ponticello.
Quando noi costruiamo i nostri strumenti, prima di determinare l'angolo di ribaltamento del manico, teniamo in considerazione: la bombatura della tavola armonica, i suoi spessori e se si tratta di u contrabbasso a fondo piatto o bombato. In questo modo otteniamo una grande maneggevolezza nell'esecuzione e la migliore resa sonora possibile.

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Simone e Damiano Verdiani
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